L'attività di tutela del patrimonio artistico in Friuli durante la prima guerra mondiale
Durante il primo conflitto mondiale i monumenti e gli oggetti d’arte anche in Friuli furono oggetto di una capillare azione di tutela. Si tratta di un aspetto del conflitto che per l’ampio territorio dell’allora provincia di Udine – comprendente anche quella di Pordenone – rimane ancora poco noto.
Oggetto di ricomposizione storica a partire solo dagli anni più recenti, si tratta di un argomento di grande interesse e che per il Friuli presenta due momenti distinti.
1915- 1917. Con l’ingresso in guerra, la Soprintendenza e l’esercito italiano da subito lavorano alacremente soprattutto nell’area montana della Carnia con lo scopo di allontanare dal Friuli il patrimonio di dipinti, altari lignei, oreficeria sacra appartenenti alle chiese del territorio, oltre che ai musei di Udine e Cividale. Si tratta delle operazioni dirette per la Soprintendenza da Gino Fogolari.
1917-1918. Ugualmente importante è l’azione di tutela svolta in Friuli durante l’anno di occupazione dopo la sconfitta di Caporetto (1917-1918). Gli eserciti austro-ungarico e tedesco istituiscono infatti due commissioni di protezione del patrimonio artistico a direzione delle quali vengono posti alcuni tra gli storici dell’arte al tempo più riconosciuti. Si tratta delle operazioni delle quali a fine conflitto si legge nel volume Kunstschutz im Kriege a cura di Paul Clemen.
Attraverso una serie di esempi di opere d'arte e monumenti, la mostra intende presentare la capillarità dell’azione di protezione del patrimonio d’arte in Friuli organizzata durante la grande guerra, dalla pianura alla montagna, dal Natisone al Tagliamento; prima da parte delle autorità italiane, poi ad opera degli storici dell'arte che compongono le due commissioni istituite dagli eserciti occupanti, le Kunstschutzgruppen.
La mappa in basso a questa pagina rappresenta i confini prima dello scoppio della guerra, fino al 1915. La linea di colore blu mostra invece il territorio occupato dopo la battaglia Caporetto (Italian Front, Rand McNally and Company, Chicago, Illinois. Courtesy Harry S. Truman Library & Museum, Independence, Missouri. This item is in the public domain and can be used freely without further permission). Su di essa sono stati posizionati una serie di punti attivi che consentono di accedere ai casi di intervento su oggetti d'arte e monumenti ritenuti significativi come esempi per rappresentare gli interventi ad opera della Soprintendenza italiana da una parte (in colore blu) e delle commissioni istituite dagli eserciti di occupazione dopo Caporetto (in colore viola).
L'immagine utilizzata in apertura della pagina rappresenta la situazione geopolitica del Friuli prima della guerra (particolare della mappa Österreichische Alpenländer, Bibliothek allgemeinen und praktischen Wissens für Militäranwärter Band I, 1905 / Deutsches Verlaghaus Bong & Co Berlin * Leipzig * Wien * Stuttgart).
Testi e ricerche di Martina Visentin per il Laboratorio Informatico per la Documentazione Storico Artistica (LIDA) del Dipartimento di Studi Umanistici e del Patrimonio Culturale dell'Univertisità degli Studi di Udine. L'azione in Friuli delle due Kunstschutzgruppen è oggetto di uno studio più ampio condotto da Michael Wedekind e Martina Visentin che insieme sono impegnati nella prossima pubblicazione di un volume dedicato al tema.

Progetto finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia (L.R. n. 16/2014 art. 27)
Il fronte italiano dopo la sconfitta di Caporetto.